ALESSANDRO STIVALA 

TEMPO TAGLIATO

 

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RECENSIONE

Tempo Tagliato è un’intensa storia, un’intensa amicizia, un drammatico spaccato di una società ai margini, a cavallo degli anni ’80. Due ragazzi crescono in un quartiere di Roma che definire periferico è limitativo perché per la sua colloca- zione è un satellite a sé stante dalla metropoli: Ostia Lido.

Le vicende che accompagnano la forte amicizia anche se descritte in modo che a volte può risultare divertente e que- sto favorito da dialoghi fortemente coloriti da cadenza romana, si svolgono in un contesto drammatico dovuto dal grosso disagio sociale e familiare in cui vivono i personaggi.

Il Nero ed il Biondo fanno parte di una società che corre parallela alla nostra … a noi intendo persone cosiddette “per- bene”, una società di cui conosciamo veramente poco.

Il racconto si snoda in un crescendo di intensità che amplifica quelle che sono le sensazioni delle persone comuni, ci fa soffermare sempre più a riflettere se anche noi ci saremmo comportati in quel “dannato” modo se solo aves- simo fatto parte di quella “dannata” società. La narrazione risulta fluida e dove troviamo parti non dialogate ma descrit- tive l’autore riesce a portarci là, proprio là dove lui vuole ed è come entrassimo nel paesaggio e ne diventassimo parte.

La percezione del dolore aleggia in alcuni capitoli e ci chiude l’anima in una tempesta di emozioni.Riflettere sul senso delle cose, sulla dolce malinconia di un tramonto, sull’esperienza del dolore non è davvero cosa da poco in un libro di narrativa ma l’autore ci sussurra tutto ciò in ogni capitolo e invita anche noi a farlo con la sempli- cità di un battito di ciglia.

Antonella Scarponi