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Archive for the ‘TURISMO TRA PASSATO E FUTURO’ Category

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Centro Studi Touring Club Italiano

Un’ interessante cronistoria per ricostruire il lungo e delicato

rapporto tra turismo e istituzioni pubbliche centrali

 

Si è da poco insediato il sessantaduesimo Governo dell’era repubblicana iniziata con il Gabinetto Parri il 21 giugno 1945; siamo alla sedicesima legislatura e nonostante l’importantissimo ruolo rivestito dal turismo, per questa materia resta ancora valida la celebre definizione  “”turismo gigante economico, nano politico””.

Oggi le categorie sono, finalmente, concordi nel chiedere alla politica un intervento deciso: si vuole perfino il ritorno del Ministero, ma anche la politica manifesta interesse verso il comparto; la dimostrazione è nella relazione approvata dalla Decima Commissione della Camera il 27 febbraio 2008, sullo stato di attuazione della legge 135/2001, concernente la riforma della legislazione nazionale del turismo.

Era stata avviata, infatti, nella precedente legislatura una indagine conoscitiva che ha fatto registrare, nonostante un notevole movimento valutario -si attribuiscono al turismo, tra risorse dirette e indirette, circa 140 milioni di euro nel 2006- un arretramento della posizione dell’Italia tra i top ten del turismo mondiale -sarebbe scivolata dal terzo al quinto posto, superata recentemente dalla Cina!

La relazione della Commissione attività produttive attribuisce i problemi un po’ a tutti i protagonisti: dal Governo che non ha manifestato un’azione politica decisa, alle Regioni che non hanno collaborato fra loro e col Governo, alle categorie che hanno manifestato una dispersiva atomizzazione e scarsa sinergia con le forze interessate allo sviluppo del settore.

Le motivazioni sono da ricercare soprattutto nel travagliato iter ordinamentale del turismo  che ha visto il succedersi di vari titolari e la contrapposizione, per molti anni, del Centro alle Regioni, nonché nel sistema seguito per sostenere il settore dal momento che l’intervento, sia a livello centrale che locale, ha risposto, per troppo tempo, alla logica della straordinarietà piuttosto che a quella di una programmazione meditata.

Al momento dobbiamo registrare che il Governo, nominando un Sottosegretario con specifica delega al turismo, ha tenuto fede all’impegno assunto con la legge 24 novembre 2006, n. 286, all’art. 2, punto 98: le funzioni in materia turistica sono esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel quadro del riordinamento della PA.

Con questa norma si ritorna agli inizi del 900, quando il regime fascista esercitò il controllo del settore attraverso la Presidenza desiderando imprimere la massima spinta possibile al turismo, considerato un efficace strumento di progresso economico e sociale del paese, che andava, pertanto, seguito da una guida autorevole.

L’intervento del Governo nel campo turistico risale al 1931, quando con Regio decreto legge 23 marzo n. 371, fu istituito un Commissariato preposto alla direzione e al coordinamento di tutte le attività nazionali concernenti il turismo.   Accanto al Commissariato fu posto il Consiglio centrale del turismo con funzioni consultive mentre era già operante l’Ente Nazionale per le Industrie Turistiche –poi Ente Nazionale Italiano Turismo- per il potenziamento all’interno e la promozione sui mercati esteri.

Nel 1934, le attribuzioni del Commissariato furono devolute al Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda, organo della Presidenza, e venne istituita la Direzione generale per il turismo.   Nel 1935, il Sottosegretariato diveniva  Ministero per la stampa e la propaganda e nel 1937, Ministero della cultura popolare:  il turismo lasciava la Presidenza del Consiglio per essere gestito dall’Amministrazione che aveva in carico la promozione dell’Italia e del regime fascista di fronte al mondo intero.

LE GRANDI NOVITA’ TRA LE DUE GUERRE

Al comparto fu dedicata grande attenzione: furono istituite le Stazioni di cura, gli Enti provinciali, l’imposta di soggiorno, l’obbligo di denuncia per i clienti delle strutture ricettive, il contributo speciale di cura e fu imposto un prelievo sulle arti, professioni ed esercizi che operavano nelle località dichiarate stazioni di cura, soggiorno e turismo onde finanziare gli enti che dovevano provvedere allo sviluppo del comparto.   Fu varata una normativa di intervento e regolamentazione dei settori e sub settori in cui si articola la materia turistica che doveva rimanere valida fino agli anni 80 ed oltre, gettando le basi perché l’Italia raggiungesse il secondo posto nel mondo nella ricettività dopo gli Stati Uniti d’America.

Nel 1943, con la scomparsa del Ministero della cultura popolare, le competenze turistiche furono demandate al Sottosegretariato di Stato per l’Interno; nel 1944, la materia passò nuovamente alla Presidenza del Consiglio, attraverso il Sottosegretariato della stampa e le informazioni e poi, nel 1947, con un Commissario per il turismo.

Il settore, con la legge 31 luglio 1959, n. 617, fu trasferito al Ministero del turismo e dello spettacolo che continuò ad avvalersi delle strutture periferiche, Aziende autonome ed Enti provinciali, nonché del Consiglio centrale e proseguì nella incentivazione e regolamentazione delle attività.   Diminuisce, invece, l’attività di controllo mentre si afferma l’autonomia regionale che porta al trasferimento agli enti locali delle funzioni in materia turistica nel 1972, trasferimento che si perfeziona nel 1977, con il DPR 616.

Va ricordato che mentre negli anni 60 l’intervento del Ministero, sull’onda dell’attività precedente, si rivolse principalmente alla ricettività, col passare del tempo si caratterizzò  attraverso varie leggi -685 del 1967, 326 del 1968, 717 del 1965, 614 e 445 del 1966, ed acquistò carattere straordinario mirato al Mezzogiorno, alle zone depresse dell’Italia centrale e meridionale e dell’Appennino centro-settentrionale.

La prima legge quadro sul turismo del 1983, dispose anch’essa un intervento aggiuntivo dello Stato ai fini dello sviluppo e del riequilibrio territoriale delle attività con specifico riferimento alle aree del Mezzogiorno, nonché per favorire l’ammodernamento delle strutture ricettive, dei servizi turistici e dei centri vacanza, compresi quelli del turismo nautico, congressuale e termale.  I relativi fondi vennero trasferiti alle Regioni con nominale vincolo di rendiconto.

Il parallelo affermarsi del federalismo fece cessare nel 1992, il sostegno della legge quadro anche se non erano mutate le esigenze del settore che gli enti locali non riuscivano a fronteggiare; le Regioni, infatti, dal 70 al 90, hanno proseguito l’intervento già svolto dallo Stato e non hanno effettuato una programmazione generale rimanendo ciascuna ancorata al proprio ambito territoriale.

Nel 1988, il Ministero si fece artefice, quindi, della legge 556 che stanziò oltre 400 miliardi per le iniziative turistiche nazionali e regionali.   Il turismo venne sostenuto anche dalla legge 424, del 1989, che mirava a contrastare gli effetti negativi dell’inquinamento dell’Adriatico sull’offerta balneare; negli anni 90, l’intervento è proseguito attraverso la 488 del 1992, concepita per il comparto industriale ed estesa alle imprese turistiche il 20 luglio del 1998.

Nonostante l’azione incentivante del Ministero, la spinta federalista aveva, intanto, sviluppato una notevole conflittualità che non fu risolta dalla nuova Legge-quadro del 2001, travolta dalla riforma che nello stesso anno, riscrivendo l’Art. 117 della Costituzione, ampliò i poteri degli organi locali in materia turistica.

Possiamo affermare che i risultati dell’intervento regionale a seguito del federalismo hanno comportato uno sviluppo turistico a macchia di leopardo, con alcune Regioni che hanno avuto risultati notevoli, come il Piemonte la Puglia ad esempio, mentre altre, e per tutte si cita la Campania, non sono riuscite a inserirsi in una dinamica di crescita perché è rimasto prevalente l’interesse locale con poco respiro e scarse risorse di investimento.

Nel 1993, il Ministero del Turismo era stato nel frattempo soppresso e la gestione era proseguita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la creazione di un Dipartimento, attraverso il Fondo per la riqualificazione dell’offerta turistica, creato nel 1995, utilizzando le risorse finanziarie non impiegate dagli enti locali.

DA DIPARTIMENTO A DIREZIONE GENERALE

Il nuovo momento centrale non trovò molto credito presso le Regioni e il Governo, anche a seguito dell’abbandono della vetusta concezione del turismo come appartenente alla sfera dei servizi e la sua qualificazione come attività industriale, decise di trasferire la gestione al Ministero dell’industria: il Dipartimento si trasformò in Direzione Generale e tale assetto mantenne anche quando l’Industria divenne Ministero delle Attività Produttive.

Intanto gli enti territoriali  avevano compreso che era opportuno un miglior sistema di gestione del settore: l’auto coordinamento attraverso la Conferenza Stato-Regioni.

Si può affermare che mentre si effettuava il trasferimento all’Industria, le Regioni già lo ritenevano inadeguato e palesavano l’esigenza di un riferimento più autorevole che tenesse conto delle competenze esclusive degli enti, mentre gli studiosi evidenziavano che il settore era un fatto sociale difficilmente riconducibile alle logiche industriali.

Si iniziò a parlare di un’Authority per il turismo;  si fece osservare che non c’era solo il problema del mercato interno, ma anche quello della promozione, sollecitando sinergie con tutti gli enti –ICE, Camere di commercio, Istituti italiani di cultura, Ambasciate, etc.- che operano all’estero.

Giungiamo così al decreto di accompagno della finanziaria 2007, che istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo.

Nel frattempo, con legge 14 maggio 2005, n. 80, si è provveduto alla riforma dell’ENIT in Agenzia nazionale del turismo, con il compito di promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e favorirne la commercializzazione, operando anche all’interno del paese oltre che sui mercati esteri.   Contestualmente, al fine di assicurare il coordinamento delle politiche di indirizzo del settore turistico e la sua promozione all’estero, è stato istituito il Comitato nazionale per il turismo per orientare l’azione di sostegno sul territorio ed indirizzare l’attività dell’ENIT-Agenzia nella promozione.

Il Comitato nazionale è formato dai vertici delle Amministrazioni interessate, dal Presidente della Conferenza Stato-Regioni e dai rappresentanti degli organi locali indicati dalla Conferenza, nonché dalle principali Associazioni di categoria e dalle Camere di commercio.

Al Comitato è stato affiancato l’Osservatorio nazionale con compiti di indagine, rilevazione e studio.

La gestione del turismo è ritornata,quindi, alla Presidenza e ad un organismo di  consulenza ed impulso, come l’antico Consiglio centrale, ove sono i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti nel settore.

Dall’iter istituzionale risulta che il Governo non ha mancato nel sostegno finanziario passando dall’intervento in via ordinaria a quello straordinario senza soluzione di continuità.  Forse questa tipologia non è stata molto efficace perché mirata a particolari emergenze, al di là di un’azione programmatica generale e lasciando alle spalle molti problemi che hanno pesato sul mercato turistico e sulla competitività.   Resta, per esempio, insoluta la questione dell’adeguamento delle strutture alle norme antincendio ed alle disposizioni in materia di cubatura delle camere d’albergo e dei relativi servizi igienici, a seguito delle direttive comunitarie: molte strutture avrebbero bisogno di ristrutturazioni o di tecnologie idonee a mettere a norma la ricettività; molti operatori, soprattutto nei centri storici, dovrebbero affrontare periodi di chiusura e spese notevolissime per rispettare la regolamentazione attualmente in regime di deroga che dovrà necessariamente terminare.

Oggi, tuttavia, il quadro è mutato e dobbiamo registrare delle misure più coerenti con una politica di sviluppo che con quella di rimedio alle emergenze.

UNA NUOVA POLITICA DI SVILUPPO

Ne abbiamo conferma nella legge finanziaria 2008, con le norme concernenti il mercato e le linee di promozione attraverso il chiarimento dei sistemi operativi.

Esaminiamo, quindi, i commi 77 e 78 per le agenzie di viaggio, 193, 194 e 195 per gli interventi sul mercato, 196, 197 e 198 sul sistema dei prezzi mentre il 199 istituisce il Garante per la sorveglianza.

Sulle agenzie di viaggio si dispone che per l’organizzazione di convegni, congressi e simili possono applicare sia il regime ordinario che quello straordinario di imposta e possono detrarre l’imposta dovuta o versata per i servizi acquistati dai loro fornitori quanto alle operazioni effettuate a diretto vantaggio del cliente.

Per gli interventi sul mercato, il comma 193 dispone che per favorire la crescita dell’offerta, definendo e attuando adeguate strategie per i flussi, anche ai fini della valorizzazione delle aree sottosviluppate del paese, sono definite, con appositi decreti:

1)-le tipologie dei servizi delle imprese turistiche per i quali è necessario individuare caratteristiche omogenee su tutto il territorio nazionale, tenuto conto della capacità ricettiva e della fruizione dei contesti territoriali; 2)-le modalità di impiego delle risorse che la legge quadro sul turismo del 2001, n. 135, ha destinato ai buoni vacanza in favore delle fasce sociali più deboli e per destagionalizzare i flussi del turismo balneare, montano e termale.

In quest’ottica, per incentivare lo sviluppo strategico del prodotto turistico attraverso economie di scala e il contenimento dei costi di gestione delle imprese, si prevedono regolamenti per definire le procedure di accelerazione e semplificazione intese a favorire l’aumento dei flussi turistici e la nascita di nuove imprese.

Sarà il Dipartimento del turismo ad assicurare il supporto tecnico specialistico per i soggetti nazionali e internazionali che intendono investire in progetti di incremento e riqualificazione del prodotto.

A tal fine, il comma 196 prevede che ciascuna Camera di commercio rende noto il proprio ufficio prezzi, che riceve segnalazioni e verifica le dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi, anche attraverso convenzioni stipulate fra le Camere di commercio, i Comuni e la Prefettura, utilizzando modelli che potranno essere disciplinati dalla Conferenza unificata.

Il comma 199 dispone, infine, che presso il Ministero dell’economia è istituito il Garante per la sorveglianza dei prezzi che agirà anche tramite contatti con l’Istat, il Ministero delle politiche agricole, il Dipartimento per la programmazione il coordinamento della politica economica della Presidenza, avvalendosi del Portale delle imprese, gestito dalle Camere di commercio che assume il nome di Portale delle imprese, dei consumatori e dei prezzi.

Abbiamo, quindi, un ventaglio di misure che mirano a dare impulso a tutto il sistema e a regolamentarne il funzionamento per assicurare una maggiore fluidità e trasparenza al mercato.

Tra gli altri interventi gestiti dalla Presidenza del Consiglio dobbiamo ricordare il regolamento per il sostegno dei sistemi turistici locali finanziati dalla legge 296, del 2006, con € 10 milioni all’anno per il 2007, 2008 e 2009. Il decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 2007, n. 158, ha stabilito che sono ammessi al finanziamento fino al massimo del 90% della spesa, i programmi relativi a: 1)- interventi strutturali, infrastrutturali e di creazione di servizi; 2)- interventi di qualificazione e riqualificazione delle risorse professionali;

3)- interventi integrati a favore dello sviluppo competitivo del settore e della promozione del prodotto turistico.   L’erogazione del contributo sarà per il 20% a titolo di anticipazione contestuale al decreto di assegnazione delle risorse; per il 60% alla comunicazione di inizio lavori e per residuo 20% al termine dei lavori accertati dal Dipartimento del turismo che effettuerà il monitoraggio dell’andamento dei programmi: dovranno avere inizio entro 90 giorni dalla data del decreto di assegnazione ed essere completati entro i 24 mesi successivi.

Un’ulteriore importante azione del Dipartimento è quella dell’utilizzo dei fondi comunitari strutturali destinati ad aumentare la competitività internazionale delle destinazioni turistiche italiane, per cui il settore potrà avere un ulteriore input dai fondi dell’Unione europea che, nel quadro strategico nazionale 2007-2013, mette a disposizione delle città, per investimenti in turismo e cultura, circa 5,4 miliardi di euro, di cui 4,8 sono quelli assegnati alle regioni del Mezzogiorno e alle isole, con una linea di intervento che privilegia un altro segmento trainante del turismo italiano qual è quello culturale, che vede il paese primo in Europa per numero di istituti museali e per la ricchezza del patrimonio archeologico ed artistico.

IL NUOVO COMITATO PER LE  CELEBRAZIONI

Infine, in occasione del 150mo anniversario dell’unità d’Italia, il decreto del Presidente del Consiglio del 24 aprile 2007, dispone la istituzione di un Comitato per la pianificazione e l’organizzazione degli interventi connessi alle celebrazioni, in raccordo con le amministrazioni regionali e locali.

L’organismo composto dal Ministro per i beni e le attività culturali nonché dai Ministri dell’economia, delle finanze, delle infrastrutture e degli affari regionali, ha i seguenti compiti: 1)- promozione delle attività organizzative di competenza di altre istituzioni, avviando rapporti con enti e organizzazioni coinvolte nelle celebrazioni; 2)- predisposizione del programma delle manifestazioni celebrative di carattere nazionale; 3)- promozione e diffusione, a livello nazionale ed internazionale, degli eventi connessi alle celebrazioni;

4)- pianificazione di selezionati interventi strutturali volti alla realizzazione e al completamento di opere di rilevante interesse culturale e scientifico; 5)- predisposizione del piano degli interventi finanziari statali.

Il Comitato è stato costituito nella considerazione che gli interventi  riguardano  il miglioramento complessivo delle capacità organizzative ricettive nei centri interessati, nonché la realizzazione e il completamento di infrastrutture di rilevante carattere culturale con particolare attenzione alle città di Roma, Torino e Firenze per cui appare utile il coordinamento per una maggiore visibilità dell’Italia.   Sono stati pubblicati, a suo tempo, i bandi di concorso per attuare le iniziative programmate ed esaminare ogni utile proposta promo pubblicitaria.

Dobbiamo ricordare che l’Italia potrà sfruttare un altra manifestazione di grande rilievo promozionale: l’Expo 2015; si prevedono 29 milioni di visitatori durante i sei mesi dell’evento per il quale si sta già lavorando secondo la giusta ottica della sinergia tra enti locali nonché con le categorie e con il governo.

Ci si deve attendere, quindi, da questo insieme di azioni una ripresa del turismo a fronte di una maggiore e coordinata attività di promozione anche perché sembra di notare che l’incentivazione, pur necessaria, si accompagna ad un’azione di chiarimento del mercato nonché di responsabilizzazione di tutti gli organismi che al turismo devono partecipare non solo in veste tecnica ma per un dovere sociale di sviluppo del paese.

Questo traguardo è più che mai utile in presenza delle autonomie locali e della scarsa sinergia manifestata fino ad oggi dagli operatori: occorre quindi continuare nella politica di comunicazione e mediazione, anche nei confronti dell’Unione europea, affinché l’intervento possa produrre i migliori frutti possibili e non essere disperso nelle politiche di rivendicazione locale o settoriale; va rafforzata la spinta a fare sistema per ottimizzare le varie azioni nel rispetto dei ruoli di tutti.

Appare doverosa, quindi, una programmazione nazionale del turismo che garantisca la trasparenza del mercato ed una parallela azione di coordinamento delle politiche degli enti territoriali, non solo Regioni ma anche Province, Comuni e Città, ormai parte del federalismo.   Sarà poi opportuno insistere sulla responsabilizzazione, a tutti i livelli, affinché si comprenda che il turismo, come realtà sociale diffusa ed insopprimibile, è strumento di progresso culturale oltre che economico per cui va coltivata la politica dell’accoglienza quale strumento primario di promozione.

LA SOLUZIONE DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI

Quello che si vuole suggerire per rendere efficace il necessario concerto tra i protagonisti del turismo, è un meccanismo che dia validità assoluta alle determinazioni, sia nell’attuazione della politica di programmazione, sia nel recepimento delle direttive comunitarie in materia di turismo.   Uno strumento utilizzato dalle Regioni che lo riconoscono e nel quale è presente il Governo: la Conferenza unificata Stato-Regioni.

Ormai da tempo, presso la Conferenza, vengono discusse le azioni di politica del turismo ma la discussione è un evento occasionale e sporadico poiché  manca un ufficio  -Comitato- esistente per le altre materie, che segua in modo specifico il settore in modo da offrire un supporto tecnico continuo e un’informazione costante, che consenta misure ben studiate tanto più importanti poiché la Conferenza ha la facoltà di emettere decisioni con carattere cogente e validità generale su tutto il territorio nazionale di fronte alle quali anche le autonomie locali cedono il passo.

Sembra questo l’unico modo per superare qualsiasi ostacolo di gestione del turismo che, per la sua natura trasversale, interessa molteplici campi della vita sociale ed economica ed ha bisogno di misure certe, di rapida attuazione e valide erga omnes.

Al Comitato della Conferenza dovrebbero partecipare gli addetti al Dipartimento del turismo che hanno gestito l’intervento straordinario dello Stato ed almeno quattro coordinatori regionali, o loro delegati, in rappresentanza del Nord, Centro, Sud ed Isole in modo da esprimere la variegata complessità del territorio e le sue specifiche valenze e debolezze.

In questo modo si potrebbe efficacemente saldare il momentum politico, affidato alla Presidenza del consiglio ed al Comitato nazionale per il turismo, con il momento amministrativo, attraverso un organo al quale partecipano tutti i titolari dei poteri e nel quale è ben articolata la realtà turistica.

Oggi occorre, infatti, prendere coscienza che il federalismo è saldamente radicato nel sistema istituzionale per cui sembra sterile invocare il rafforzamento del Centro, attraverso il ritorno al Ministero del turismo, mentre l’ordinamento del Paese segue sempre più le linee delle autonomie: la soluzione migliore è quella di realizzare opportune sinergie a livello decisionale e rendere efficaci le politiche operative, superando l’attuale situazione di conflitto latente che rallenta l’azione e crea problemi con l’UE.

Le categorie prospettano fortemente l’esigenza di coordinare i 21 centri del potere locale, sia per quel che concerne l’assetto interno del settore -è sintomatica la questione relativa alla classificazione alberghiera che presenta aspetti notevolmente diversi da Regione a Regione e crea confusione nell’offerta turistica- sia per quel che riguarda la promozione all’estero, che è più efficace se svolta in nome dell’Italia.

L’azione della Presidenza del Consiglio, attraverso il descritto meccanismo, appare utile a superare ogni difficoltà.   Se si aggiunge che anche l’ENIT-Agenzia è incardinato in questo sistema ed ha ripreso la facoltà di sostenere manifestazioni e iniziative che si svolgono sul territorio, non possiamo che essere soddisfatti per questo ritorno all’antico, per così dire, perché può segnare il momento di impulso per il nostro mercato e il definitivo, necessario chiarimento dell’assetto istituzionale entro il quale esercitare la politica del turismo italiano, nel quadro della programmazione economica nazionale e nel rispetto della normativa federalista.

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EXPO

Expo Milano 2015 è il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione.  Milano si è trasformata in una vetrina mondiale in cui i Paesi mostrano il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i Popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi.

 

ELENCO PADIGLIONI CONSIGLIATI

Abbiamo fatto una scelta dei Padiglioni più interessanti per facilitare la visita all’EXPO ed economizzare il proprio tempo, code d’attesa permettendo…Tra i 4 ingressi che portano all’interno del Cardo e del Decumano, sui cui lati si trovano i vari Padiglioni, abbiamo scelto l’entrata Roserio poiché è quella più vicina alla parte più interessante dell’EXPO. Lì si trova il:

 

PADIGLIONE ITALIA

Mette in mostra le eccellenze italiane: la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all’alimentazione. Il Padiglione Italia si compone del Palazzo Italia, di quattro edifici sul Cardo e della Lake Arena con al centro il bellissimo Albero della Vita che dà spettacolo di sé tutte le sere alle 21, 21.30, 22.00. Si tratta di show emozionanti fatti di giochi di luci, effetti speciali, fuochi e musiche. Di giorno si possono ascoltare cinque brani di artisti italiani contemporanei particolarmente significativi, di sera la “Tree of Life Suite”.
Palazzo Italia
È il cuore dell’intero spazio, destinato a rimanere anche nel periodo post-Expo come polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città.

Il concetto ispiratore è quello dell’Italia come Vivaio di Energie Nuove, in cui futuro e passato si incontrano e si rafforzano a vicenda. Sui vari piani vengono rappresentate le quattro “Potenze Italiane” : la Potenza del Saper Fare: 21 personaggi raccontano storie di professionalità applicata degli italiani, in arte e manualità, che hanno trovato soluzioni facendo impresa;

La Potenza della Bellezza: ci sono 21 panorami e 21 capolavori architettonici che raccontano la bellezza dell’Italia e suscitano nello spettatore l’orgoglio di essere italiano;

La Potenza del Limite: ci sono 21 storie di impresa agricola, agroalimentare, artigianale che raccontano la capacità degli italiani di esprimere il meglio di sè nelle circostanze più proibitive.

La Potenza del Futuro: raccontata attraverso un Vivaio di 21 piante rappresentative delle 21 Regioni.

 

Fuori, al centro della Lake Arena: la Piazza del Campidoglio a Roma, dove Michelangelo creò il mosaico dell’armonia rinascimentale, viene riflessa nella chioma dell’Albero della Vita, una struttura di acciaio e legno, alta 37 metri, con 25 metri di apertura, pensata dal designer e creativo Marco Balich.

 

Lungo il Cardo: Padiglione Italia
L’immagine del borgo che ha segnato la storia di molte città italiane è ben rappresentata negli spazi espositivi che si trovano lungo il Cardo e dimostrano la varietà e la ricchezza dell’Italia: le eccellenze agricole, turistiche, enogastronomiche… Il Cardo Nord-Est dà spazio all’eccellenza del vino. Il Padiglione del Vino, curato da Vinitaly propone al piano terra la conoscenza sensoriale del prodotto fino a condurre il visitatore al piano superiore dove assaggerà i vini italiani.

 

Nel cardo Nord Est l’Unione Europea offre la visione e la degustazione dell’alimento comune a tutti i cittadini europei: il pane. Nelle piazzette commerciali e negli spazi interni al Cardo si trovano: il gelato, la pizza, la birra, l’acqua minerale e il caffè, i latticini e i salumi che accompagnano il pranzo degli italiani, coronato dal pane e dal vino.

 

 EATALY

Lungo il Decumano potrete accedere alla struttura di Eataly adibiti non solo a grande ristorante con tutte le specialità tipiche regionali, ma anche a museo delle bellezze italiane in cui è presente la mostra “Il Tesoro d’Italia”, a cura di Vittorio Sgarbi per celebrare le meraviglie artistiche del nostro Paese con una ricca selezione di opere, circa 350, da Tiziano a Gaetano Pesce. 

PADIGLIONE ZERO

Si entra dall’ingresso opposto a quello a cui accederemo noi, per questo è comodo visitarlo in tarda mattinata o nel pomeriggio. Il Padiglione Zero da uno sguardo d’insieme del Sito Espositivo di Expo Milano 2015. Quanto l’uomo ha prodotto dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo, sono il punto di partenza per qualsiasi progetto futuro. Il Padiglione Zero è il luogo in cui raccontare questo straordinario percorso con un linguaggio emotivo e immediato.

ALITALIA-ETIHAD

Con il tema Connecting the World, Etihad Airways e Alitalia si sono impegnate ad incrementare la partecipazione ad Expo, sia fisicamente sia virtualmente, ospitando uno spazio che permette ai visitatori di volare virtualmente sul mondo e di guidare un simulatore aereo!

 

GIAPPONE

Il Giappone vuole proporre la propria cultura alimentare come esempio di nutrimento sano, sostenibile ed equilibrato, nonché come modello per alleviare i problemi mondiali relativi alla fame e all’ecologia.

Il Padiglione è composto da 17mila pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare, ospita un ristorante da dieci tavoli sedendosi ai quali è possibile fare un pranzo virtuale!

 

ISRAELE

Israele è un Paese giovane, ma con una tradizione di tremila anni, che attraverso lavoro, ricerca e sviluppo ha saputo rendere fertili molti dei suoi terreni in prevalenza aridi. Una dedizione che in settanta anni lo ha portato a essere uno dei Paesi leader nel campo della scienza e nell’innovazione.

L’elemento caratterizzante del Padiglione di Israele è il “giardino verticale”: una parete lunga 70 metri e alta 12 interamente adorna di piante vive, i cui fiori e colori cambiano con il passare delle stagioni.

 

PADIGLIONE URSS

Vicinissimo a quello del Giappone: interessante la struttura concepita nello studio Speach, un po’ meno l’interno. Si sviluppa su 4000mq, ampio e dinamico ricalca i padiglioni sovietici russi presentati alle precedenti Esposizioni Universali.

 

REGNO UNITO

E’ ispirato al ruolo che l’alveare ha nel nostro ecosistema e fonde il design di più alto livello con forti requisiti ecologici: le agrotecnologie e l’ingegneria agraria.

Natura, Scienza,  Creatività e Tecnologia si combinano per affrontare la sfida di Nutrire il Pianeta.

 

EMIRATI ARABI

Il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti esplora le sfide reali che si presentano nel nutrire il pianeta, in particolare nei temi intrecciati di terra, cibo, energia e acqua. Inoltre evidenzia anche alcune delle soluzioni innovative che gli Emirati Arabi Uniti hanno sviluppato in questi settori. Attraverso rampe dalle forme sinuose, che simboleggiano le dune, si entra nel cuore del Padiglione, dove i visitatori sono condotti in uno spazio teatrale interattivo, nel quale sono coinvolti per portare a termine la storia.

 

SVIZZERA

Nella sua personale riflessione sul Tema è il primo Paese ad aver aderito all’Expo e forse è quello che ha lanciato il messaggio più forte: il “CE N’E’ PER TUTTI” vuol far riflettere sull’egoismo umano che renderà le risorse alimentari appannaggio di pochi, con le future generazioni sempre più indigenti.

Quattro torri piene di acqua, sale, caffè e mele, quattro peculiarità della Svizzera, sarebbero sufficienti per tutti se i primi le usassero con parsimonia.

 

CINA

Rispecchia la filosofia cinese: “l’uomo è parte integrata della natura”.

Il tema è quello della gratitudine, del rispetto e cooperazione del popolo verso la terra che lo nutre fin dalle origini. I punti focali sono: agricoltura, alimentazione, ambiente, sviluppo sostenibile. Il filo conduttore è la ricerca dell’equilibrio tra l’umanità e la natura. Vengono illustrate le tradizioni culturali e i progressi compiuti dal popolo cinese per assicurare cibo sufficiente e salutare per tutti.

PADIGLIONE USA

Il Padiglione USA non è fra i più visitati, interessante è la struttura esterna progettata dall’architetto James Biber si ispira ad un tipico granaio americano su più piani e si presenta ecosostenibile.

Ci sono molte video-installazioni su sicurezza alimentare, salute e innovazione.

Ha una bella terrazza panoramica, area shopping e un boschetto di querce, alberi nazionali americani.

 

FRANCIA

E’ un padiglione in legno lamellare ampio quasi 3600 mq è ispirato ai mercati coperti francesi.

E’ stato realizzato nello studio XTU Parigino. Pone l’accento sull’autosufficienza alimentare, l’accesso al cibo, la qualità degli alimenti e dell’alimentazione.

 

KAZAKHSTAN
In Kazakhstan l’ancestrale connessione dell’uomo con l’ambiente affonda le sue radici nella tradizionale cultura nomadica, caratterizzata da: forte comprensione dell’ambiente, uso razionale del suolo e delle risorse naturali, e visione del cibo come dono da offrire e condividere con gli altri.

Il Padiglione del Kazakistan, che occupa un’area complessiva di 2396 metri quadri, avvolge il visitatore in un turbine di informazioni, immagini ed emozioni.

 

QATAR

Il Qatar è un paese desertico, fatto di lunghe distese di sabbia e di dune, i cui abitanti cercano da sempre approcci creativi per affrontare le sfide legate alla mancanza di cibo e di acqua. Per l’approvvigionamento idrico il Paese ha investito sulla desalinizzazione dell’acqua del mare. Il padiglione del Qatar, a forma di cesto, mette in mostra le tecnologie più moderne in un’esperienza olistica, interattiva e informativa: si crea così un’oasi di innovazione, invenzione, energia, industria e tecnologie verdi.

 

MAROCCO

Con il suo semplice e distintivo concept il Padiglione del Marocco è costruito attorno a una scoperta sensoriale, al cibo e alla gastronomia, e vuole rappresentare tutte le diversità esistenti all’interno del Paese, mostrando la ricchezza dei suoi alimenti e dei suoi sapori. Il Padiglione ricorda una cittadella fortificata araba. Il Paese mette in risalto tutte le ricchezze della sua terra, come il rinomato olio di Argan. Al termine della visita, ci si può rilassare nel tipico giardino mediterraneo, con palme, olivi e aranci.

 

CILE

La presenza del Cile testimonia la ricerca di equilibrio nella molteplicità di paesaggi, culture, alimenti e simboli geografici unici al mondo. L’accesso al Padiglione del Cile avviene attraverso un’architrave in legno sollevata da quattro pilastri di cemento che vuole ricreare l’orizzonte temperato tipico dell’architettura cilena: è un punto relax con tavoli e panche.

 

 

I CLUSTER

I Cluster sono una delle novità di Expo Milano 2015: per la prima volta i Paesi non vengono raggruppati in padiglioni collettivi secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari. Lo spirito di questi spazi che è proprio teso alla condivisione, al dialogo e all’interazione. I Cluster sono caratterizzati da aree comuni, che sviluppano attraverso spazi funzionali (mercato, mostra, eventi, degustazioni) la filiera alimentare. Ogni Paese presente nei Cluster ha uno spazio espositivo, dove sviluppa una sua propria interpretazione del Tema di Expo.

 

Riso – Abbondanza e sicurezza Il visitatore è accolto da un paesaggio che ricorda una risaia, con i suoi tipici colori e profumi. Si scopre così il più importante cereale coltivato dall’uomo.

 

Cacao e Cioccolato – Il cibo Le piantagioni delle aree tropicali e subtropicali in cui viene coltivato il Cacao ispirano l’architettura del Cluster.

 

Caffè – L’energia delle idee La profumata bevanda nasce dai semi di piante tropicali le cui immense piantagioni in Africa e in America Latina ispirano il progetto del Cluster.

 

Frutta e Legumi Accoglie varietà di piante da frutto creando l’atmosfera naturale del frutteto.

 

Il mondo delle spezie Seguire le rotte delle spezie, sentire il loro profumo, pensarle come ingrediente, rimedio medico o prodotto di cosmesi. Tutto questo succede entrando nel Cluster.

 

Cereali e tuberi Colori e profumi sono alla base del concept architettonico del Padiglione. Il percorso porta a scoprire le colture che hanno favorito l’incontro di civiltà.

 

Bio-Mediterraneo – Salute, bellezza e armonia Il Mediterraneo unisce continenti, Europa, Africa e Asia, religioni, civiltà, popoli e culture. Nel Cluster vengono evocate tutte le sfumature del mare.

 

Isole, mare e cibo Suoni, colori, panorami, odori tipici del paesaggio marino e degli oceani sono alla base dell’idea di questo Cluster. I suoni che evocano l’armonia che caratterizza questi Paesi insulari.

 

L’agricoltura La tempesta di sabbia ispira l’architettura del Cluster e rappresenta la sfida di vivere e sfruttare il territorio delle zone aride e semiaride dove esistono comunque sorprendenti risorse vitali nascoste.)

 

 

Oasi verdi e relax

Qui trovare dieci oasi, tra i padiglioni ed i cluster, per rilassarvi e passeggiare all’ombra.

1, AUSTRIA: nel bosco alpino progettato da un famoso architetto paesaggista! Chiude alle ore 21.

 

2, Cluster CEREALI: a metà del Decumano, sul retro di questo cluster, n una zona relax tra le meno conosciute all’Expo, con sgabelli e tavolini. Chiude ore 23.

 

3, REGNO UNITO: tra fiori e frutti, accompagnati dal ronzio delle api, troverete un labirinto-giardino che si ispira al movimento delle api. Chiude alle ore 22.

 

4, Parco della BIODIVERSITA’: lasciato lo spiazzo dell’Albero della Vita, incontrate una minitalia del paesaggio, un percorso nel verde che riproduce tutta la varietà delle zone ambientali italiane. E’ il parco della biodiversità. Chiude alle ore 21.

 

5, POLONIA: salite al primo piano, vi aspetta un giardino magico! Chiude alle ore 21,45.

 

6, BAHRAIN: questo padiglione stupisce per la raffinatezza. Il percorso interno si snoda lungo un giardino composto da dieci orti botanici. Chiude ore 21.

 

7, ANGOLA: Davanti al padiglione troverete una foresta verde in miniatura per riposarvi al fresco. Chiude alle ore 21.

 

8, MAROCCO: Giardino esterno. Chiude alle ore 21.

 

9, OMAN: è il padiglione più vicino all’ingresso di Roserio. Vi ritroverete in una radura tra le palme. Chiude alle 21.

 

10 COLLINA MEDITERRANEA: propone una camminata in salita circondati da erbe. Al tramonto si può ammirare un panorama di luci che poco a poco aumentano. Chiude alle ore 23.


POSSIBILITA’ DI EFFETTUARE LE SEGUENTI ESCURSIONI

DURANTE IL SOGGIORNO

 

ESCURSIONI DI MEZZA GIORNATA

(in pullman GT con guida privata)

             ALGHERO:  Città fortificata dai Doria  prima  di dominazione catalana poi pittoresco centro  storico dalle strette stradine con i Bastioni, le  Torri,  il lungomare ai quali sono stati mantenuti gli antichi nomi catalani.                                               

  QUOTA A PERSONA             €  25,00   (escursione facoltativa in battello alle Grotte di Nettuno)

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            STINTINO:  All’estremo nord-ovest della Sardegna sulla costa la Famosa spiaggia della Pelosa, che si protende verso l’isola dell’Asinara. Una volta caratteristico villaggio di pescatori ora centro balneare.                                                                   

                                      QUOTA A PERSONA      € 22,00

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            TORRALBA e SACCARGIA:  Visita ad una delle piu’ imponenti Basiliche della Sardegna: la Santissima Trinita’ di Saccargia costruita in stile romanico-pisano. Proseguimento per Torralba per ammirare il Nuraghe di Santu Antine, ricco di 3.500 anni di storia.        

                                      QUOTA A PERSONA      € 22,00           

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ESCURSIONI DI INTERA GIORNATA;

(in pullman GT con guida privata e cestino da viaggio per il pranzo)

 

            COSTA SMERALDA: Visita della costa sarda più’ famosa, le piazzette frequentate dai VIP, Porto Cervo, Arzachena, Baia Sardinia ed altre famose località’.

                  QUOTA A PERSONA             € 32,00

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            Isole MADDALENA e CAPRERA:  Da Palau ci si imbarca per La Maddalena, la maggiore delle isolette; giro panoramico e trasferimento a Caprera e visita al museo di Garibaldi. (ingresso al museo non incluso nella quota).                                   

           QUOTA A PERSONA             €  40,00

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            ISOLE dell’ ARCIPELAGO MADDALENINO:  Giornata in barca con partenza da Palau verso le isole piu’ piccole dell’ Arcipelago: Spargi, Budelli e Santa Maria. Spaghettata a bordo e tempo a disposizione per il bagno.                                                

              QUOTA A PERSONA             € 52,00               

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            NUORO e ORGOSOLO:  Giornata dedicata all’ affascinante entroterra sardo con visita al suo capoluogo, Nuoro e quindi al famoso museo del costume. Proseguimento per Orgosolo, localita’ conosciuta soprattutto per i suoi suggestivi Murales. (pranzo facoltativo coi Pastori Sardi supplemento € 27.00 a persona)                                            

         QUOTA A PERSONA      € 40.00

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            ORISTANO e THARROS:  Dopo la visita alla citta’ di Oristano, capoluogo dell’ omonima provincia, proseguimento per il sito archeologico di Tharros, un vero e proprio museo all’ aria aperta. Gli scavi vanno ancora avanti portando alla luce sempre piu’ dettagli del passato di questa citta’.

         QUOTA A PERSONA             € 40.00

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            ISOLA dell’ ASINARA: In base alla richiesta ed al periodo, e’ possibile effettuare escursioni al Parco Nazionale. (PREZZO DA STABILIRE IN BASE AL NUMERO DI PARTECIPANTI ISCRITTI)

 

  

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