DA   COMUNICAZIONE PRESIDENZA NAZIONALE UNIONTURISMO ROMA

13 aprile 2015

 

PASQUA CON I “TUOI”   Pasqua con i “tuoi” e al tizzone, nel senso che il portafoglio sempre più leggero ha consigliato agli italiani (peraltro solo uno su quattro) brevi vacanze domestiche di tre notti (spesa media di 340 euro al giorno). Circa la metà ha però dormito con i “suoi”, cioè a casa di amici e parenti. Il tempo incerto ha poi fatto il resto. Privilegiate in ogni caso le città d’arte e di cultura (Toscana in primis), ma anche quelle del sud, come rileva la Confesercenti, con picchi per Napoli, la Costiera Amalfitana, le Eolie e la Sicilia. Venezia, da parte sua, ha confermato di esercitare un’attrazione unica al mondo, interpretata però nel “mordi e fuggi” . Il lunedì di Pasqua, piazza San Marco e le vie adiacenti che conducono a piazzale Roma erano stracolme di escursionisti dalle città limitrofe. Roma ha confermato la sua controtendenza con alberghi occupati in percentuali elevate. Solo il 10-15% degli italiani ha preferito un viaggio all’estero (effetto anche dei timori Isis).  Gettonate le grandi capitali europee: Barcellona in testa, poi Parigi e Londra. Una prova più convincente è attesa per il ponte del 25 aprile (Unionturismo news).. 

 

 

SPIRAGLI DI LUCE PER L’OSTELLO A ROMA: RACCOLTO L’APPELLO DELLA PRESIDENTE BALDI.  L’appello che la Presidente dell’Aig (Associazione italiana ostelli per la gioventù) Anita BALDI ha lanciato nei giorni scorsi e che Unionturismo ha raccolto con vigore in queste news, sembra trovare esiti incoraggianti. L’assessore ai Servizi Sociali di Roma, Francesca DANESE, si sta infatti attivamente interessando per risolvere il problema e per dotare Roma almeno di un Ostello dopo la chiusura di quello del Foro Italico che per cinquant’anni ha fatto la storia della ricettività giovanile italiana. L’alternativa – come sottolinea la BALDI –  è rappresentata dalla riconversione delle strutture di una parte del Forlanini che tra l’altro dispone di un ampio parco in prossimità della stazione ferroviaria di Trastevere. Va ricordato che Roma è l’unica capitale europea priva di strutture che facciano parte della storica rete mondiale degli

ostelli (International Youth Hostel Federation), di cui l’Aig fa parte dal 1945. La chiusura della struttura romana ha causato una perdita diretta di oltre 100mila presenze turistiche ogni anno, delle quali oltre il 75% rappresentato da arrivi dall’estero. Senza contare l’aspetto occupazionale, con i dipendenti in cassa integrazione. “Finalmente – ha aggiunto la BALDI – qualcuno rimette al centro di un progetto politico credibile una soluzione per l’Ostello della Gioventù a Roma che contribuisca a rilanciare i flussi turistici del turismo giovanile, studentesco e sociale nella Capitale anche in previsione del prossimo Giubileo”. (Unionturismo news)

 

PARLA COME MANGI.   Il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi, nell’editoriale della rivista Touring di aprile si sofferma sulla petizione inoltrata da Anna Maria Testa (giornalista e letterata, già componente della giuria del Campiello) all’Accademia della Crusca in favore di un uso più accorto della lingua italiana da parte di chi ha ruoli e responsabilità pubbliche. La richiesta, dal titolo emblematico “Dillo in italiano” si basa sul fatto che la nostra lingua, la lingua di Dante, è la quarta più studiata del mondo e che viene usata a livello internazionale in varie occasioni, nella cucina, nella musica, nel design e nella cultura, senza considerare che l’egemonizzante inglese ricalca molte parole italiane tipo manager (viene dall’italiano maneggiare), discount (da scontare) e ne usa molte così come sono: vedi studio, mortadella, soprano, manifesto. Perché dire  “form” quando si può dire modulo, “jobs act” quando si può dire legge sul lavoro, “market share” quando si può dire quota di mercato? Perché dire “fashion” invece di moda, e “show” invece di spettacolo?. Iseppi ne fa una questione di “turismo” che si basa sul rispetto e la valorizzazione delle “diversità”. “La lingua e i dialetti – sostiene il presidente del Touring Club – sono una connotazione socio-culturale di ogni territorio, da conoscere e rispettare”. Per dare un contributo a questa dilagante abitudine si dovrebbe partire dalle scuole dove sarebbe utile insegnare bene l’italiano. Non si tratta di combattere l’inglese, come ha pensato qualcuno nel Ventennio fascista (ricordate la soubrette Vanda Osiris che dovette cambiare il cognome in Osiri?) o di non ricorrere ad altri idiomi. Però non si capisce perché si debbano usare inutilmente termini stranieri “quando c’è un ottimo corrispettivo nella lingua di Dante”.   Riuscirà la petizione di Anna Maria Testa a far breccia tra le fila di una classe politica e istituzionale così distratta nel rispettare la nostra identità?   (Unionturismo news).     

 

STORIA DEL VIAGGIO E DEL TURISMO

 

Pio Trippa e Antonio Sereno, due vecchie glorie del turismo italiano dei cosiddetti “anni d’oro”, quando l’Italia era la seconda potenza mondiale del settore, ci propongono un saggio “Storia del Viaggio e del Turismo” (ed. Drawup) che ci dà sollievo leggere – se consideriamo lo squallore che ci circonda oggi a tutti i livelli –  e che è stato presentato nei giorni scorsi a Roma davanti a tanti amici e colleghi della stampa.  L’autore Pio Trippa, che ha ricoperto diversi incarichi all’Enit dove ha diretto alcune delegazioni estere, vanta una vasta esperienza negli studi del turismo. E’ stato anche  segretario generale dell’Aniest, l’Associazione Italiana Esperti Scientifici del Turismo (1981-1985).  Sereno, che ha firmato la presentazione, ha dedicato quasi mezzo secolo della sua vita al turismo, ricoprendo negli ultimi anni l’incarico di dirigente del Dipartimento per il Turismo. Ci fa piacere leggere a voce alta il brano conclusivo della sua presentazione  “L’indagine del volume analizza in chiave non solo storica, filosofica ed economica, il fenomeno turistico, ma lo vede più esattamente sotto il profilo antropologico: non trascura di esaminare le varie tipologie che il turismo ha assunto dalla Grecia antica ai giorni nostri tratteggiando, con diffusi riferimenti filosofico-letterari, oltre che storico-politici, le motivazioni che, nei secoli, hanno spinto l’uomo a muoversi e a viaggiare, dalla religione alla scoperta di nuovi orizzonti culturali, dal divertimento alla ricerca di terapie medicali, il tutto in relazione alle trasformazioni che l’industria e la tecnologia offrivano a coloro i quali desideravano spostarsi. Un libro di estremo interesse che ci fa comprendere come sia difficile, per la

normativa, seguire il fenomeno e regolarlo senza creare ostacoli al suo progresso che neppure la legge economica tiene a freno perché dalle pagine del volume emerge chiaramente che il viaggio e il turismo sono un incoercibile moto dell’anima” (Unionturismo news).